Intervista a Jared Smith, Fedora Project Leader

Mer, 16/11/2011 - 13:37
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Intervista a Jared Smith, Fedora Project Leader

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Jared Smith è il Fedora Project Leader da diversi anni. Rappresenta il punto di collegamento tra RedHat ed il FedoraProject.
In questa intervista ufficiale rilasciata a Nash David parla di 'btrfs', distribuzioni Linux ed ovviamente di Fedora.

Mr. Nash:
I target d'utenza principale di Fedora sono i nuovi utenti, per RedHat invece è il settore enterprise ad essere nel mirino. Sembrano contrastanti i confini di entrambe, i plugin enterprise (per aziende) e i moduli disponibili per Fedora.

Mr. Smith:
Beh, per Fedora gli user ideali sono coloro con una certa propensione alla tecnologìa, un utente che sa cos'é Linux ed è sufficientemente preparato per sostenere se stesso e trovare ed aiutare gli altri. Non siamo contrari ai test a livello enterprise anche perché ci sono persone che usano Fedora in azienda, tuttavia non rientra nei nostri obbiettivi primari. Lo user ideale è più di un semplice utilizzatore, è colui che vuole contribuire alla comunità ed all'opensource.

Mr. Nash:
Quindi Fedora è un partecipante in Linux alla vecchia maniera. Recentemente Ubuntu è emersa come distro popolare. Cosa ne pensa e come reagisce a questo ?

Mr. Smith:
Credo che la cosa più importante sia fissarne le prospettive. Non vedo Ubuntu con un nemico esterno. Ubuntu in realtà ha lo stesso nostro obbiettivo e cioé quello di usare il free software e di rendere il mondo un posto migliore. Così, Ubuntu, Fedora e molte altre distro sono più come fratelli e sorelle che come concorrenti. Possiamo dividerci la nostra “parte di torta” ma onestamente siamo più interessati al “resto della torta” rispetto a quella che abbiamo già.
Penso che sia un bene avere differenti distribuzioni, differenti preferenze e differenti opzioni. Questo rende le persone libere ! Sapere che c'é una sana competizione tra Fedora, Ubuntu, OpenSuse ed altre distro, anziché Fedora contro Ubuntu contro OpenSuse; ci dovrebbe essere Fedora e le altre distro contro il resto del mondo. La vediamo in questo modo. Onestamente dico che la competizione “tiene sulle spine”, fa evolvere e rimanere competitivi. Ed è una buona cosa.

Mr. Nash:
Dicci di Gnome 3. Fedora è stata la prima ad adottare Gnome 3, mentre Ubuntu ha preso un'altra strada. Potrebbe condividere alcune sue opinioni ?

Mr. Smith:
Gnome 3 è veramente interessante. Noi siamo stati la prima distribuzione Linux maggiore ad adottare Gnome 3 come desktop predefinito e non senza polemiche. Questo significa che ci siamo sforzati di avere un sano rapporto non solo con la comunità Gnome ma anche con KDE ed altri desktop come XFCE. Noi vogliamo avere una stretta relazione con queste comunità e ci fidiamo di loro per giudicare quando sia il momento di fare i grossi cambiamenti. Io ero nel giro dell'opensource da quando ci fu il passaggio da Gnome 1 a Gnome 2 e fu un grosso cambiamento. Tuttavia il software è un qualcosa di interattivo ed a volte si impara dalle lezioni.
Quindi penso che Gnome 3 è stato innovativo e differente. Ha rotto i modelli, finché poi, giustamente o meno, non è stato emulato in molti desktop tipo in Microsoft Windows o OS X. Devono dar credito al team di Gnome di aver rotto gli schemi, sono emersi con un desktop nuovo, innovativo e molto intuitivo.

Molti di noi che hanno usato Linux per molto tempo, potrebbero trovare difficile accantonare le abitudini. I nuovi user trovano il desktop attraente e molto facile da imparare rispetto a Gnome 2, ma sì, non ha avuto poche polemiche con altre distribuzioni come Ubuntu che ha fatto altre scelte usando Unity come desktop. Per ciò che dicono i numeri, i download di Fedora 15 Lovelock sono superiori a quelli di Fedora 14 Laughlin e quindi non posso dire che siano scese le preferenze. Sì, possiamo perdere alcuni contributor ma si sono spostati verso un nuovo DE. Allo stesso modo, abbiamo acquisito nuovi user ai quali piace lavorare con Fedora perché non felici di Unity. Così alla fine, un esodo di massa con un ritorno di massa. Vorrei anche aggiungere che Fedora 16 (rilasciata appena dopo questa intervista) ha Gnome 3.2 che include miglioramenti ed aggiornamenti ascoltando i feedback ottenuti da Fedora, OpenSuse ed alcune altre opensource distro e user.

Mr. Nash:
Quali sono i motivi delle polemiche intorno a Gnome ?

Mr. Smith:
Parte di essi riguardano il fatto che gli sviluppatori Gnome hanno coscientemente preso la decisione di limitare le opzioni di personalizzazione. Loro vogliono ottenere qualcosa di facile da usare, da non dover ritoccare circa 12000 cose differenti ogni volta. Per esempio, proprio ora hanno eliminato il theme-ing. Hanno tolto gli screensaver. C'erano tante scelte per regolare e personalizzare fino a poco tempo fa, ma l'obbiettivo era quello di semplificare, tutto ciò con un costo.

Mr. Nash:
Quanto è importante un ciclo di supporto del desktop ? Quanto pensa che dovrebbe durare idealmente un tipico ciclo di supporto ?

Mr. Smith:
Questa è una domanda interessante ed è qualcosa che viene chiesta sempre da quando, 7 anni fa, Fedora si è staccata da RedHat Linux. Bene, attualmente è difficile da dire. E' difficile ottenere il numero di persone che attualmente stanno sviluppando l'ultimo Linux sui loro desktop. Per quanto mi riguarda, e non come parte della comunità, direi che più di due volte all'anno per un desktop è troppo; più lenti che di ogni due o tre anni è troppo poco. Quindi qualcosa di mezzo, il punto giusto che è probabilmente più appropriato. Fedora non si è spesa troppo nei cicli di sviluppo; abbiamo rilasciato cicli ogni sei mesi. C'é qualcuno che sceglie di svolgere ogni singolo aggiornamento, mentre qualcun'altro di non farlo. Così con i 13 mesi di un ciclo, lavoriamo seguendo la richiesta delle persone d'aggiornare solo una volta all'anno.

Mr. Nash:
Come fa un novizio a decidere quale DE usare ?

Mr. Smith:
Una delle cose che facciamo in Fedora è quella di avere delle spin, che sono distro per gusti diversi con un differente DE. Ne abbiamo una per LXDE, XFCE ed altre. Gli utenti possono scaricarle, provarle e scegliere la preferita. Nei CD forniamo tutte le spin che possono essere provate; non devi installarle, ma puoi avviarle subito.

Mr. Nash:
Qual'é la vostra valutazione sul secure boot ?

Mr. Smith:
Oh bene, un pò di parole sul 'secure boot'. Il 'secure boot' è una “lama a doppio taglio”. Dal punto di vista della sicurezza le persone hanno bisogno di avere l'assoluta certezza che nel tempo necessario dall'accensione del PC fino all'interno del sistema operativo, non ci sia nessuna alterazione. E' una cosa comprensibile. La gente deve interessarsi alla sicurezza.
Sfortunatamente, alcune persone hanno identificato questo come una mancanza di controllo sull'hardware; così se un venditore di sistemi operativi dice 'no, tu non puoi avviare un differente SO', allora questo è un problema.
Abbiamo visto più di una polemica su Microsoft Windows 8 e UEFI con quel timore in mente. Cosa succede se compro un PC e non posso installare Linux perché Microsoft o qualche altro venditore dice così ? Quindi c'é una comprensibile preoccupazione. Il 'secure boot' è importante per le persone interessate, sapere il modo in cui funziona ed i dettagli tecnici. Scambi di chiave e forse l'uso di certificati autorizzati e come è meglio settarli. Lavorare con i produttori di hardware, di BIOS, OEM, è un tipo di territorio inesplorato fino ad oggi. Da quello che so, molti OEM darebbero la possibilità di scegliere attraverso menu o jumper della schede madre così da non poter essere bloccati.

Mr. Nash:
Quindi le persone potrebbero scegliere ?

Mr. Smith:
Secondo me, il 'secure boot' è una buona cosa fino a quando si ha la possibilità di decidere. Perché l'utente è nella migliore posizione per determinare se per lui è un bene o meno.

Mr. Nash:
Parlaci del 'btrfs'. Potrebbe essere il filesystem di default in Fedora ? E' già pronto ?

Mr. Smith:
'btrfs' è il nuovo filesystem per Linux. Storicamente Fedora e molte altre distro hanno supportato i filesystem EXT2, EXT3 e EXT4; il 'btrfs' tende ad andare in una direzione leggermente diversa focalizzandosi su un tipo diverso di regole, ruoli e tool rispetto agli EXT. E' rimasto sperimentale per abbastanza tempo per essere nuovo. E' stato proposto come una feature di Fedora 16 ed come filesystem predefinito. Ci sono stati legami tra alcuni dei tool ed errori sul recovery ed il check, questo ne ha determinato ancora l'immaturità; tuttavia il filesystem in sé è pronto per essere impiegato. Stiamo quindi attendendo un ciclo o due per vedere come recuperare. Probabilmente aspetteremo Fedora 17 oppure Fedora 18.

Mr. Nash:
Dovrebbe essere chiamata “Beefy Miracle” ?

Mr. Smith:
Beh, noi abbiamo un release name per ogni nostro ciclo. Lasciami parlare un pò della storia a riguardo.
Prima ancora che esistesse Fedora quando c'era solo RedHat Linux, l'installer era chiamato Anaconda e quando Anaconda installava tutti i pacchetti nel tuo sistema, usava mostrare tutti i messaggi nello screen. Uno di loro doveva apparire come un messaggio da un film. Una cosa del tipo “Comprati della soda e dei popcorn finché il tuo Linux viene installato”; c'era anche un piccolo hotdog ed un piccolo frigo. Qualcuno notò l'hotdog e circa 4 o 5 anni fa Fedora prese la decisione di lasciare che gli utenti si creassero una propria remix. Allora succedeva tra di noi, ma volevano anche che chiunque potesse avere questa possibilità senza che nessuno potesse violare il marchio Fedora, fu così che mettemmo una serie di elementi grafici che chiunque poteva sostituire con i propri; quindi si poteva creare qualcosa di generico o qualcosa che nessun altro poteva immaginare. Abbiamo usato questa immagine hotdog (chiamata Beefy Miracle) in una grafica generica. Da allora fu per metà tenuto segreto, oggetto di scherzi all'interno della comunità. Cosicché quando arriva il momento di decidere un nuovo release name, spunta fuori sempre questo nome. E' successo per Fedora 15, è successo per Fedora 16 ed ora per Fedora 17 è stato suggerito. Così Fedora 17 sarò chiamata veramente Beefy Miracle.

Mr. Nash:
Cosa dice del filesystem ZFS ? Potrebbe essere disponibile in GPL ?

Mr. Smith:
ZFS era un filesystem della Sun Microsystem principalmente per Solaris, prima d'essere acquistato dalla Oracle. Il ZFS è stato un filesystem rivoluzionario, specialmente per ciò che riguarda la scalabilità, accessibilità ed in caso di guasti del drive, in caso di multicopie di dati in più dischi ed in casi molto simili ad un filesystem RAID. Sfortunatamente in ragione o torto, Sun sceglie la licenza che scelsero per ZFS. Attualmente non sarà la GPL.
Ci sono alcuni, penso, che stanno combinando la ZFS con il kernel Linux, dicono di non preoccuparsi della licenza, che tutto sta andando bene ma io tendo ad avere un comportamento d'attesa. ZFS è proprietà di Oracle ed è sotto licenza CDDL. Btrfs ha una migliore velocità di scrittura, migliori performance dell'EXT4 specialmente con il journaling o attività del genere. Inoltre gestisce una migliore scalabilità nei drive terabyte. Tenete d'occhio il btrfs per il prossimo anno o due !

Mr. Nash:
Quanto tempo pensi che ci voglia per un'adozione normale del btrfs ?

Mr. Smith:
Beh penso che diverrà popolare entro un anno, anno e mezzo. Mi attendo che il prossimo anno diventi il filesystem predefinito di Fedora.

Mr. Nash:
Ci sono certe distro come CentOS che usano un package manager simile a quello di RedHat. Con queste alternative, cosa dovrebbe incentivare l'uso di RedHat Enterprise Linux ?

Mr. Smith:
Se si guarda puramente al costo sostenuto e quali pacchetti ottengo; poi per alcuni ha senso rivolgersi a CentOS. Il valore della proposta di RedHat non sta nel pagare la distro o i pacchetti, sta nel pagare il servizio, gli aggiornamenti ed il supporto. Non è una questione di bit o byte.
E' una certificazione di RedHat.

Mr. Nash:
Con Gnome 3 ed anche con Unity, il modo in cui è stata progettata l'interfaccia sembra focalizzato ai tablet ed ai dispositivi mobili. Fedora è interessata a questi dispositivi ?

Mr. Smith:
Per adesso non ci sono piani in Fedora che fanno pensare a Fedora nei dispositivi mobili o nei tablet. Abbiamo fatto un passo indietro per portarci ad una visione più ampia d'utilizzo in tutti i tipi di processore anche nei telefoni mobili e nei tablet.

Mr. Nash:
Quindi anche ai processori ARM ?

Mr. Smith:
Sì, ci siamo impegnati per avviare Fedora con i processori ARM. Le versioni ARM v5, v7; Fedora funzionerà in essi. Proprio la scorsa settimana c'é stato l'annuncio dei nuovi ARM v6 e processori 64 bit. All'interno di Fedora esiste un gruppo che si interessa particolarmente ai progetti ARM di ogni forma e dimensione.

Mr. Nash:
Quindi usciranno presto server ARM ?

Mr. Smith:
Certo, assolutamente.

Mr. Nash:
Quanto tempo servirà ?

Mr. Smith:
HP ha già annunciato che hanno avviato un progetto. Stanno anche lavorando molto da vicino con il team di sviluppo Fedora. Penso che per il principale hardware è probabilmente necessario un anno o due, specialmente il 64 bit. Tuttavia i server 32 bit ci saranno presto.

Mr. Nash:
Quali sono i vantaggi di una tale configurazione ?

Mr. Smith:
Il più grande vantaggio è l'efficienza. Sia dal punto di vista della potenza e della densità. Traggono molto meno energia e possono essere combinati più efficientemente. Per un tipico server ARM, stanno vedendo combinazioni tra i 96 ed i 150 core per rack mount server.

Mr. Nash:
Grazie per avere occupato un pò di tempo per parlarci di Fedora.

Mr. Smith:
Grazie infinite.

Articolo originale in lingua inglese: Interview Jared Smith - Fedora Project Leader
Pubblicato su www.devworks.thinkdigit.com/